Un leader in visita a Roma

 

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FOTOLUBU
 

Fotografare è porre sulla stessa linea di mira gli occhi, il cuore e la mente...

 

Henry Cartier Bresson
 
 
   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nostra testata presente durante la visita di Gheddafi

Luigi Buonincontro - Raffaele Guadagnuolo

Ciampino, aeroporto militare, tarda mattina del 10 giugno 2009. La prima immagine di Gheddafi che scende dalla scaletta dell’ Airbus “Air Afriqia” è quella di un vecchio, strano personaggio vestito con una improbabile divisa militare con medaglie e mostrine ornamentali, per  rendere meglio l’idea a chi non era presente, “alla Michael  Jackson”.   Il “Grande Leader” (l’altro è il Leader Maximo Fidel) esibisce sul bavero una foto in bianco e nero, ricordo della resistenza libica all’occupazione italiana durante la colonizzazione di inizio ‘900. Gheddafi indossa un grande paio di occhiali scuri e un cappello militare che copre parzialmente la folta capigliatura nero corvino. Sulla mano destra il Colonnello porta un anello d’oro raffigurante un leone che ruggisce, in onore del leader libico del periodo coloniale soprannominato “il leone del deserto”. L’anello diventerà poi dono del Colonnello per l’amico Silvio Berlusconi prima del rientro di Gheddafi in Libia. La passerella in salsa voyeuristica, davanti  al cospetto dei numerosi e curiosi  fotografi  e addetti stampa, prosegue, prima degli appuntamenti istituzionali, con il seguito della sua scorta, una serie di amazzoni in divisa militare color kaki, blu o mimetica, scarpe nere a tacco basso e basco rosso.  Al termine della suo soggiorno italiano Gheddafi avrà fatto tappa in Senato a Palazzo Madama (che ospitò anche Yasser Arafat, re Juan Carlos, Kofi Annan e il papa Giovanni Paolo II….), all’ Università La Sapienza (uno degli atenei più antichi al mondo), al Campidoglio, in Confindustria al cospetto di un migliaio di donne dell’imprenditoria, della cultura e della società civile e  ad un ultimo incontro con alcuni italiani rimpatriati dalla Libia dopo il suo golpe nel 1970. Grandi onorificenze e minimi particolari nel protocollo, per un personaggio folkloristico capace di catalizzare tutte le attenzioni dell’ opinione pubblica e delle autorità e di “accaparrarsi” 5 miliardi di euro come risarcimento per la nostra colonizzazione libica. Potere dei barili di petrolio e dei gasdotti….