Le immagini riportate non possono essere riprodotte, neppure parzialmente sotto alcuna formula, senza la preventiva autorizzazione dell'Autore.
“Uno sguardo dall’alto” è un’opera inedita di storia per immagini della città di Acerra. L’opera è stata realizzata dal fotoreporter Luigi Buonincontro, che, dal luglio 2005 al 3 gennaio 2006, ha sorvolato la città di Pulcinella in lungo ed in largo, per immortalare a poco più di cento piedi dalle nostre teste, la bellezza della nostra amata terra.
L’obiettivo, per cui si è realizzato tale lavoro, è quello di far conoscere ed apprezzare, prima di tutto a noi acerrani, il valore, la bellezza, la singolarità dei nostri luoghi, delle nostre strade, dei nostri lunghi corsi, che regolarmente calpestiamo per spostarci da un luogo all’altro, ma che spesso non sentiamo “nostri”, mortificandoli per il nostro comportamento discriminatorio e per il nostro modo di essere cittadini nella nostra città.
L’hinterland napoletano, o meglio il nord est di Napoli, sembra un tutt’uno, urbanisticamente e territorialmente parlando, percorrendolo dal basso; l’effetto è reso ancora più reale dalla cementificazione che si è abbattuta su queste terre nell’ultimo decennio, facendo scomparire quella linea di confine tra centro urbano e periferia, trasformando in modo smisurato i terreni agricoli in quelli edificabili. L’errore di quest’artifizio autodistruttivo appartiene a quelle menti e mani di uomini che nella vita hanno messo al primo posto il “dio denaro”.
Nonostante tutto, Acerra tende ancora a distinguersi dai paesi limitrofi, e questa pubblicazione “Uno sguardo dall’alto” intende marcare soprattutto questo. Ecco perché ho definita “opera” quella di Luigi Buonincontro e non opuscolo. Infatti, questa pubblicazione vuole essere una sentinella, un’opera che mira alla difesa nei secoli di quello che di buono c’è rimasto, quello che, immortalato oggi da un obiettivo fotografico, sarà una risorsa per i nostri figli. Acerra, nonostante tutto si distingue ancora. Si distingue dagli altri paesi per la ricchezza ineguagliabile della sua grande estensione di terra agricola e fertile che deve essere difesa a denti stretti, soprattutto per le prossime generazioni; Acerra si distingue per il suo immenso Centro storico; Acerra si distingue per le sue bellezze culturali e naturali, dei suoi beni artistici e architettonici. Questa pubblicazione vuole essere anche un piccolo contributo a quelle che poi seguiranno o saranno le discussioni che mirano soprattutto alla salvaguardia, alla difesa e alla valorizzazione della nostra terra, con la consapevolezza culturale ed identitaria che ci consente, tra l’altro, di trasformare un’eredità in risorsa.
Ad Acerra va fermata la crescita in “larghezza”, bisogna lavorare per la crescita culturale. Questo lavoro editoriale, inedito, scattato dalla ferma mano del fotoreporter Luigi Buonincontro, sarà, con molta probabilità, la prima ed ultima edizione realizzata realmente dall’alto da un aereoveicolo. Infatti, oggi, grazie al lavoro dei satelliti spia e non, in orbita è possibile spiare e violare la privacy di ognuno di noi, fotografare e registrare le immagini di ogni angolo della terra. La tempestività di questo congegno tecnologico, utile all’umanità, per individuare zone colpite da catastrofiche calamità naturali, in brevissimo tempo ci consentirebbe anche di vedere la nostra città dall’alto, dal proprio computer. Ecco perché "Uno sguardo dall’alto" resta e sarà almeno per noi, un’opera inedita ed ultima: le ultime foto scattate da una mano alla nostra città.
Pasquale Sansone
Pubblico con entusiasmo questo mio tentativo di “fotointerpretazione” del nostro territorio, il quale avrebbe l’ambizione di mostrare agli operatori dei vari settori coinvolti nelle tematiche che emergono dalle foto stesse ( settore agricolo, commerciale, turistico, ambientale ed urbanistico ), una visione panoramica di una città, che vista dall’alto, appare molto più suggestiva ed attraente di quella che siamo abituati a vedere quotidianamente. Ringrazio per la collaborazione coloro che mi hanno spronato a questo messaggio. Un ringraziamento all’amico direttore Pasquale Sansone, per la sua affettuosa insistenza; all’avv. Giuseppe D’Anna per il suo squisito modo di interpretare il pensiero altrui; ed ancora all’arch. Mariagiovanna Buonincontro che mi ha dato un aiuto decisivo nelle ricerche storiche ed urbanistiche. Infine vorrei ringraziare Olimpia, mia moglie, la quale mi è stata così vicina in questo lavoro con bontà e saggezza. Questa pubblicazione è dedicata a mia figlia Sara, ma in effetti a tutti i bambini di Acerra affinché sulla nave del loro futuro possa apparire, all’orizzonte, una visione d’assieme ancora più suggestiva ed attraente di quella che si vede. Luigi Buonincontro
Uno sguardo inedito sul territorio
Nella tendenza ormai consolidata dell’utilizzazione dei procedimenti della visualizzazione, non esistono, oggi, fenomeni collegati da nessi di causa ed effetto con l’ambiente in cui si manifestano che non siano stati rappresentati e resi comunicativi. Difatti, la comunicazione mediante l’immagine e la scrittura( come fa con versatile impegno da oltre un decennio, il direttore del giornale della città Tablò’ nonché editore, Pasquale Sansone) si rileva fondamentale per rendere gli abitanti partecipi dell’ambiente in cui vivono.
Qualsiasi aspetto delle attività dell’uomo può essere contemplato e osservato mediante la fotografia, in particolar modo l’ambiente urbano, un tema ampio e ricco di spunti per fotografie sia improvvisate che turistiche e di studio. La complessità in materia urbanistica di queste ultime ha indotto finanche a considerare una nuova figura professionale: quella del tecnico di fotointerpretazione. Il quale deve occuparsi di profili, proiezioni ortogonali e ombre per la restituzione grafica degli agglomerati urbani visti dall’alto.
Se le foto scattate da terra colgono gli aspetti formali dello spazio urbano come i particolari architettonici o ambientali, i percorsi, lo skyline (linea del cielo), quelle aeree colgono il territorio nel suo insieme, in una visione appunto a scala territoriale.
Nelle pagine seguenti si riportano inedite immagini fotografiche realizzate dall’autore, che riprende con scatti aerei il territorio di Acerra, con scorci fino alla catena del preappennino campano, che è ancora suggestivo perché, al pari di pochi altri comuni della provincia, è caratterizzato da un corso d’acqua che attraversa un territorio ricco di storia; dove il centro urbano rimane circondato da un vasto contesto ambientale rurale, con una superficie agricola intervallata a zone ASI ed una esigua area boschiva. Ritornando al tema in oggetto, dall’alto si colgono i simboli stessi delle città, quali possono essere in relazione all’ambiente urbanizzato, per esempio, la Torre Eiffel per Parigi, la cupola del Duomo per Firenze o il “cupolone” per Roma, insieme ai corsi d’acqua per i centri dell’entroterra , così come lo è naturalmente il mare per i centri costieri.
Allo stesso modo nel nostro entroterra non solo della provincia, si scorgono dall’alto costruzioni di epoca romana, castelli medievali con il perimetro del fossato circostante, pregevoli edifici architettonici del ‘700 e ‘800, la Cattedrale con l’altissima cupola e l’imponente pronao, caso di Acerra, unico segno nel territorio provinciale, di impronta neoclassica, insieme a quello dell’impianto urbano di origine romana (castra metari=tracciato dell’accampamento militare), ancora visibile. Tant’è che ad Acerra il castello medesimo risulta costruito proprio sulle mura del teatro romano, ripercorrendone fedelmente la sua conformazione perimetrale: costruzionea tutti ben nota, dato che anche in Campania di questa opera pubblica di epoca romana ritroviamo i resti in opus reticulatum in molti centri storici. Un territorio rurale ricco di spunti per la potenziale creazione di moderne infrastrutture, naturalmente proiettate verso un accurato impatto ambientale, visto le già esistenti problematiche che ormai investono e accomunano non solo questo territorio ma il globo terrestre. Inoltre, quello ipotizzabile perché apparentemente più semplice, potrebbe essere per esempio il recupero sul corso d’acqua dei Regi Lagni, il più lungo del Piano Campano, con piste ciclabili , pavimentazione, illuminazione, alberatura perimetrale di completamento di quella fino ad oggi caratterizzata dai pioppi prima e dai pini dopo, rimboscamento, ecc. .
Interesse, questo, di tutto il territorio oltre quello provinciale, in quanto, tale corso attraversa gli ambiti di Acerra, Caivano, Marcianise ecc., fino allo sbocco sul litorale domizio. Il tutto si attuerebbe in una visione a scala provinciale e regionale, se pensiamo che l’Europa Unita passa attraverso una politica comune del patrimonio ambientale, sia naturale che costruito. Purtroppo, in tutti i campi , come ricorda il sociologo T. De Mauro <<ancora oggi, l’uomo si dimostra costruttore di disuguaglianze, invece che di uguaglianze. (*).
Arch. Mariagiovanna Buonincontro
(*) cfr, M.G..Buonincontro, “…un territorio campano alla luce delle problematiche globali”, Napoli 2004
La parola alle immagini
Darei questo titolo a questo lavoro di Luigi Buonincontro perché sotto la sua “penna fotografica” egli ci fa rivivere tanti bei sentimenti dei secoli passati; quelle virtù prische che Orazio chiamava prisci mores, costumi del bel tempo antico. La sua fotografia sa parlare all’anima e non soltanto alla mente e perciò è una fotografia che va letta come un libro. Non a caso Galileo considerava l’universo ( e quindi anche il nostro cielo magno-greco ) come un “ grandissimo libro che continuamente ci sta aperto dinanzi agli occhi”.
Libro che è scritto in “lingua matematica e i caratteri sono triangoli, cerchi e altre figure geometriche”; senza questi caratteri “ è impossibile intender parola… senza di essi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto”. Ciò avviene quando dalla terra osserviamo la linea del cielo( skyline) come osserva acutamente l’arch. Mariagiovanna Buonincontro, mentre l’autore fa a questo punto un procedimento inverso, cioè alle foto scattate da terra contrappone ora quelle scattate dall’alto, che colgono il territorio nel suo insieme.
Qui l’autore diviene aquila che volteggia, unica e irraggiungibile, negli spazi solari del Preappennino Campano sorvolando l’agro acerrano, immortalandone la vastità dei campi che i latini una volta identificavano con la “ bonitas Agrorum” quella fertilità che mai più potrà essere riconquistata. A questo punto Egli si trasfigura e cede la parola alle immagini: non è Lui che parla, è la fotografia che parla per Lui. Ogni battito del suo cuore diviene a sua volta uno scatto che scolpisce, con vigore e movimento michelangiolesco, la maestosità delle leggi architettoniche che sorreggono il Duomo ( fig.11) ; la sacralità dell’Edificio delle Suore di S.Giuseppe, racchiusa nella sua triangolare architettura semplice e bella( fig.17); la robustezza delle mura che racchiudono le tre corti del I° Circolo Didattico ( fig.14), la lunga linea ferroviaria Napoli-Acerra-Caserta che attraversa tutta la città (fig.9); la decadente bellezza della Casina Spinelli con le sue arcate di impronta neoclassica (fig.27); gli assordanti “rumores” tollerati da una lex mercatoria e provenienti dal vicino mercato del sabato ( fig.23); il perimetro del fossato che circonda il nostro meraviglioso e nobile “ castrum” (fig.12); l’area verde del campo sportivo( fig.24); la nuova sede della Casa Comunale ( fig.25); la zona di Calabricito (fig.26) residenza reale di caccia di Ferdinando IV di Borbone ove nel bosco, una volta rigoglioso e lussureggiante, non si rinviene alcuna pianta di una certa altezza, perché alla feracità del suolo si è sostituita ferocità dell’uomo che ha abbattuto tutte le piante della selva di Calabricito per piantarvene due soltanto, e di altissimo fusto: due giganteschi alberi di metallo…e i discorsi sarebbero tanti!
Suggerirei vivamente la lettura di questa inedita “fotointerpretazione” del nostro territorio ed esprimere all’autore il più fervido apprezzamento per questo suo prezioso lavoro.
Avv. Giuseppe D’Ann
Acerra è uno dei pochi centri urbani del napoletano caratterizzata da spazi a polmone verde (cfr. pag. 17, pag. 18, pag. 19, pag. 21) esigui, ma di notevole importanza, oltre la notevole estensione della campagna che la circonda (cfr pag. 7).
Qui di seguito le importanti funzioni del verde urbano che ogni buon cittadino dovrebbe difendere e incrementare (per es. giardini pensili e coperture a verde). Alberi e cespugli possono costituire limiti di visuale sia occultando elementi di deturpazione del paesaggio, sia inquadrando elementi meritevoli di essere osservati (pag. 27); essi articolano piazze e costruzioni equipaggiando quasi tutte le strade urbane. Il verde urbano svolge anche numerose funzioni di difesa dell’uomo, come l’assorbimento della polvere attraverso la superficie fogliare; infatti, soprattutto alberi di latifoglie possono trattenere notevoli quantità di polvere, in particolare degli impianti di combustione. Rilevante il contributo del verde urbano sulla riduzione dei rumori, soprattutto stradali, mediante riflessione sulle foglie, rami e tronchi e assorbimento nello strato erbaceo.
Le piantagioni (cfr. pag. 28) svolgono particolari funzioni strutturali nelle zone di transizione tra la campagna e la città, spesso disordinate e trascurate. Migliori risultati si ottengono con un sistema a verde continuo che attraversa la città collegandosi con la campagna, in modo da costituire un insieme di corridoi di ventilazione particolarmente utili durante l’estate per il refrigerio di persone e animali, esercitando un’influenza sensibile sul clima urbano, in particolare sulle temperature estive. Infatti, negli spazi verdi urbani (soprattutto arborei) la massa fogliare, mediante la traspirazione, trasforma l’acqua assorbita dalle radici in vapore, sottraendo una percentuale rilevante dell’irradiamento solare e quindi rinfrescando l’atmosfera. La differenza di temperatura tra la città e gli spazi verdi della campagna circostante determina così un flusso di aria più fresca e umida dall’esterno verso l’interno. La presente pubblicazione potrebbe servire da sprone per cercare di proteggere e magari intensificare le aree verdi così fondamentali sia dal punto di vista del benessere psico-fisico che da quello paesaggistico. Olimpia Balzano ( biologo)